Piano B  

Progetto di creazione domiciliare

2013

Ecco che Agostino Bontà si trova ad abitare una casa non propria, uno spazio dato a priori e che ospita una quotidianità altrui, in cui le azioni performate dal corpo vengono ridisegnate a seconda dei muri e delle pareti, dei punti luce e degli oggetti che ci sono.
Le soglie tra pubblico e privato, performance e quotidianità, spazio scenico e spazio domestico, teatro e vita, si intersecano e si confondono per un momento. Eppure non c’è niente di speciale da mostrare.

Così, mentre Agostino Bontà compie passi all’interno di un luogo che ha limiti e possibilità, ascoltando “ciò che già c’è” lì dove si trova a stare, il pubblico specchia se stesso nello spazio della quotidianità altrui, e padroni di casa hanno la sensazione che qualcuno li stia raccontando.

Avere a che fare con una casa significa anche attraversare uno spazio condiviso, una rampa di scale, un cortile, che possono diventare un intorno con cui si stabiliscono delle relazioni.

 

 

escogitato da Il Signor Agostino Bontà
autori e interpreti Francesca Antonino, Valentina Bechi, Simone Evangelisti, Giulia Ferrato, Elena Giachetti, Elisa Pol, Valerio Sirna

produzione Il Signor Agostino Bontà
con il sostegno dell’Associazione Sosta Palmizi, Danza Urbana/Sinfonie per Appartamenti, Fondazione Pontedera Teatro, Associazione Demetra / Centro di Palmetta, CasiNO – Nuovo Cinema Palazzo